(17 gennaio 2000)
Ercolano, scoperti 48 corpi pietrificati


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Nuovo importante ritrovamento degli archeologi: fuggivano dalla lava. Adulti e bambini. Ritrovate monete e oggetti.


La città antica più famosa, 'fermata' dalla cenere e dai lapilli del Vesuvio nel 79 dopo Cristo, appena entrati nel 2000 continua a restituire corpi mummificati nella pietra. La notizia di oggi è che gli archeologi della soprintendenza campana, diretta da Pietro Giovanni Guzzo, dopo mesi di scavi, calchi, restauri e recupero degli scheletri, hanno scoperto i resti di 48 corpi, 31 dei quali ancora quasi perfettamente integri.

Erano in superficie, scavando più in profondità sono emersi i resti di altri individui, adolescenti, bambini, perfino neonati. Tutti accalcati, mentre tentavano disperatamente di mettersi in salvo, di correre via dall'onda di lava che portò il silenzio sulla più bella e lussuosa città romana, piena di abitanti, animali, dimore lussuose, opere d'arte, mosaici e botteghe.

La scoperta è avvenuta a Ercolano, nei fornici dell'antica marina. E' stato un lavoro complesso: gli archeologi hanno dapprima ricomposto tutti gli elementi degli scheletri, poi hanno eseguito il 'negativo' dei corpi in gomma con un calco al silicone, infine hanno operato lo scavo vero e proprio. Sotto ai corpi, oggetti di grande valore: monete, perché i fuggiaschi li avevano con sè; un bracciale di bronzo a serpente, spilloni, calzari in cuoio e in ferro, probabilmente da parata, cioé quelli che venivano messi nei corredi funebri.

Quella di oggi è l'ultima scoperta: secondo le numerose ricostruzioni degli storici, gli abitanti dei villaggi, terrorizzati dalla gigantesca colonna di fumo avvolta da lampi che sfrecciavano al cielo, dai bagliori intorno al cratere del vulcano e dai boati assordanti, erano del tutto disorientati dal cielo oscurato come a notte fonda. Furono migliaia i corpi, come quelli ritrovati oggi, che furono seppelliti in poche ore da circa 70 centimetri di lapilli.


da la Repubblica
17 gennaio 2000